Quelli che ce la fanno lo stesso. Tratto da una storia vera.

dicembre 27 2016, 1 Commenti

Per anni ho scritto questi post con rigidi requisiti SEO di impaginazione e indicizzazione. Poi mi sono fermata, ed è facile intuirlo dalla distanza tra la data di questo post e quello precedente.

Oggi diamo un nuovo colore a questo sito. Mantenendo la professionalità di cui tutti voi avete il diritto, oggi, inizia un nuovo “dialogo” tra me e i miei followers (si dice così no?), che prevede uno scambio più reale, personale e originale.

Queso è un post introduttivo per lo più, che promuove un taglio diverso dal solito. Un prologo e un’introduzione. Qualcosa che a a che fare con l’inizio di un cambiamento.

Oggi è il tempo dei “nuovi eroi”, quelli che resistono e sfidano ogni giorno la loro condizione, quelli che si alzano la mattina e mantengono “stile” anche nei momenti più difficili, quelli che combattono la vita vera fatta di sacrifici e coraggio, quelli che accettano di cavarsela da soli, quelli che cercano aiuto, quelli che “siamo tutti una grande famiglia” perché hanno bisogno di sentirsi parte di qualcosa, quelli che si amano, quelli che giorno, dopo giorno, dopo giorno, alzano la testa e camminano.

Bisogna avere stile anche nei momenti peggiori

Bisogna avere stile anche nei momenti peggiori

Storie vere di gente vera, storie di persone per le persone, storie di come si esce dalle difficoltà, di come si va avanti nonostante la salute traballante, i colleghi stronzi e il caro vita. Storie di gente che segue gente, come se il loro successo e la loro forza diventassero anche i propri. Storie di mondi paralleli, e non quelli fantastici, quelli che ognuno di noi vive, quelli che nessuno capisce, quelli che pubblichiamo su Facebook quasi fosse una richiesta di aiuto, quelli di chi non ha più paura del giudizio degli stronzi perché “ognuno di noi dovrebbe camminare almeno tre lune nelle scarpe dell’altro” prima di giudicare.

Storie di vita. Storie di chi ce la fa nonostante tutto.

Della parola “Resilienza” mi sono proprio stancata. E bada bene, ho detto della parola, non del concetto. Un post che girava qualche tempo fa recitava “fai che i periodi di merda siano concime per il tuo futuro”. Ecco, cominciamo ad essere chiari. Vuoi essere Resiliente? Non succederà stando fermo ad aspettare che la Resilienza prenda il sopravvento. Vuoi migliorare la tua vita perché non sei soddisfatto/a di quella che stai vivendo? Devi operare dei cambiamenti. Scomodi per lo più. Molto scomodi. Oppure resta dove sei e prendi consapevolezza della tua condizione.

Sai che differenza c’è tra il dire e il fare? Il fare! e sai che differenza c’è tra le persone che “fanno”e te? Nessuna! Tu fai, fai ogni giorno, fai tutto ciò che puoi, ma questo non ti legittima a non desiderare di più e di meglio. Perché puoi comunque fare di meglio, e per quanto questa frase sia fastidiosa è, e rimarrà, sempre e assolutamente vera.

Ho passato molto dell’ultimo periodo della mia vita ad osservare, ascoltare, studiare ogni cosa mi capitasse a tiro. Mi sono imbattuta in ogni sorta di personaggio Social e quelli da cui ho imparato di più, non sono quelli che elargivano teorie sulle cose ma quelli che parlavano di loro stessi, dei loro modi di affrontarle, dei loro modi di stare al mondo, di superare patologie (più o meno gravi), di affrontare diete, partecipare a gare, affrontare difficoltà di ogni genere e dimensione parlando di come loro lo avessero fatto. Vogliamo parlare di modellamento? Bah, sì, forse interessa gli addetti ai lavori, e a chi fosse interessato parlerò di teoria e metterò tutto nel giusto inquadramento psicologico/culturale/individuale, ma ciò alla fine fa la differenza, non sono le teorie, sono le storie vere, di persone vere, che ce la fanno davvero, che ce la fanno lo stesso, nonostante le teorie.

Tratto da una storia vera. La mia.

To be continued…

'One Response per “Quelli che ce la fanno lo stesso. Tratto da una storia vera.”'
  1. Felice di rileggerti Emanuela. E mi piace il taglio “umano” che intendi dare al tuo blog. Basta spacconi, professorini, e “guardate quanto sono bravo”.

    Ne ho la nausea.

    Sono convinto che tu contribuirai a dare una boccata d’aria fresca e rigenerante a questa stantia e logora atmosfera ammorbata da fenomeni da tastiera che fino ad ora purtroppo hanno imperversato liberi ed impuniti. La gente umile e semplice è come la goccia che lentamente scava anche nella roccia più dura e resistente. E niente e nessuno la può fermare.

    Buona continuazione! ;-)

Emanuela Papa - Psicologa, Psicoterapeuta e Coach Professionista