Cervello: unisci gli emisferi per migliorare la tua vita!

novembre 26 2014, 0 Commenti

Come funziona il cervello?
Come si può migliorare la propria prestazione sportiva, lavorativa o di vita, allenando le strutture anatomiche cerebrali?

Nonostante facili battute in merito, ognuno di noi è dotato di un cervello, più o meno funzionante. L’attività cerebrale che sta alla base di tutte le funzioni corporee e mentali è però un terreno estremamente complesso, decisamente inaffrontabile in un singolo post. Quello che si può fare, invece, è addentrarci nel mondo anatomo-funzionale del nostro cervello per sommi capi: una sorta di introduzione all’argomento, al fine di “dare senso” agli esercizi di sviluppo della sinergia emisferica, di seguito proposti.

Albert-EinsteinDa cosa è composto il nostro cervello?
Fondamentalmente stiamo parlando di una massa di cellule chiamate neuroni che si costituiscono all’interno del cranio in due grossi emisferi, quello destro e quello sinistro. Ad unire queste due porzioni troviamo il “corpo calloso”: un fascicolo nervoso che agevola le informazioni tra l’uno e l’altro. A tal proposito, e come prova del fatto che maggiore è la velocità con cui le informazioni passano da un emisfero all’altro, e migliori sono le prestazioni, si narra che il cervello di A. Einstein fosse privo di tal fascicolo di nervi. Davvero un cervello “unico” in ogni senso!

Ma torniamo a noi.
Ciascuno emisfero gestisce (salvo alcune eccezioni, come parte del nervo ottico e l’olfatto) la parte del copro opposta, così che ad esempio, la mano destra è controllata dall’emi-cervello sinistro, mentre la mano sinistra da quello destro. Ad oggi, non ci sono valide ipotesi che spieghino questa curiosa condizione, ma poco importa approfondire in questa sede.

Ciò che invece merita interesse è l’elenco delle caratteristiche specifiche per ciascun emisfero, quelle che lo caratterizzano e maggiormente distinguono dall’altro.

Nello specifico, il cervello di sinistra espleta le seguenti funzioni:
- acquisizione lineare e sequenziale (passo dopo passo) delle informazioni che arrivano;
- gestione logica e razionale dei problemi;
- mantiene consapevole lo scorrere del tempo;
- esegue revisioni delle azioni svolte attraverso vere e proprie “simulazioni interiori”, trattando in maniera esauriente (quasi eccessiva a volte) ogni aspetto che incontra;
- attività di calcolo tanto da essere definito il “cervello matematico”;
- viene considerato la sede del linguaggio;
- ha la capacità di porsi degli obiettivi e perseguirli;
- se utilizzato in maniera massiccia e dominante rispetto al destro, rende la persona chiusa, ostinata e fredda, emotivamente distaccata.

Il cervello di destra invece è famoso, oltre che per essere considerato dominante nel sesso femminile, per le seguenti funzioni:
- acquisisce le informazioni tutte in una volta sviluppando una visione d’insieme;
- predilige l’istinto, l’emotività, e vi si affida per prendere decisioni;
- non considera il concetto di tempo nelle sue elaborazioni;
- evita troppi dettagli;
- si pone obiettivi generali e concettuali;
- predilige immagini e figure nello stile comunicativo, tanto da essere considerato un “sognatore ad occhi aperti”;
- ha un’ottima percezione dello spazio.

imagesPensate a quante situazioni, ogni giorno, gestite con il cervello di destra, quello di sinistra o entrambi. In ogni contesto voi siate, sia esso quello sportivo, quello lavorativo o quello privato/ludico, il vostro cervello reagisce alle informazioni come “naturalmente è portato a fare”, a volte limitando l’elaborazione delle stesse ad un solo emisfero.

Esempi calzano sono quelli che arrivano dallo sport.

Che differenza c’è tra un bravo atleta e un fuoriclasse?
Provate a pensare ad una squadra che segue sempre e rigidamente gli schemi provati in allenamento, o al contrario, un atleta che tira sempre e solo con il braccio destro. Effetti collaterali di questo atteggiamento sono la rigidità e la prevedibilità.
Pensate ora ad una squadra che crea o “inventa” ogni volta gli schemi tattici, o ad un atleta che si lascia sempre guidare dall’istinto. In entrambi i casi si evidenzia il problema della ripetibilità dell’azione.

E quindi? Meglio usare il cervello destro o il cervello sinistro?
Meglio entrambi, dosati nella giusta quantità! Infatti, integrare il funzionamento dell’uno e dell’altro emisfero permette alla persona di affrontare in maniera più capace le situazioni che deve affrontare. Essere consapevoli della propria “dominanza” cerebrale, permetterà quindi di essere persone meno prevedibili, più consapevoli della tecnica e meno legate a schemi pre-fissati o pre-pianificati, ottenendo risultati incredibili!

Un esempio?
Torniamo al nostro atleta monotono, quello che lancia sempre con lo stesso braccio. Immaginate che disorientamento psicofisico potrebbe produrre in un avversario?

Quindi, come si può migliorare l’utilizzo complementare e parallelo dei due emisferi del nostro cervello?
Oltre alle mappe mentali e all’utilizzo del brain-storming, ognuno di noi può allenare il proprio cervello grazie ad attività specifiche, più o meno guidate (sapete che la presenza di un professionista dà sempre una sfumatura più efficace).

Esercizi utili possono essere:
- la pratica di sport (anche diversi dal proprio), che attivino simultaneamente gli emisferi, ad esempio quelli di squadra;
- esercitarsi a mantenere un buon equilibrio su qualcosa di piccolo o instabile;
- iscriversi ad un corso di ballo, imparare a suonare uno strumento o a cantare;
- avere hobby creativi, come la pittura;
- giocare con i video giochi, in particolare quelli che includono la navigazione spaziale e inducono il cervello ad un iper-allenamento (l’attività di gaming, in effetti, è considerata una delle attività più quotate per l’allenamento all’integrazione emisferica).

Ovviamente esistono anche esercizi “settoriali” che aiutano lo sviluppo di un emisfero o dell’altro, a seconde delle necessità di ciascuno. Decisamente un argomento da approfondire in un prossimo post! Per ora, vi saluto e vi lascio ai vostri esercizi. Mi raccomando, usate il cervello!!

“La vita è come andare in bicicletta:
se vuoi stare in equilibrio, devi muoverti!”
A. Einstein

unnamedDott.ssa Emanuela Papa
Laureata in Psicologia Clinica e di Comunità all’Università degli Studi di Padova. Specializzata in Psicoterapia Psicoanalitica ad orientamento Relazionale e cultore della materia in Teorie e Tecniche delle dinamiche di Gruppo e Neuroscienze. Ha studiato Life e Business Coaching presso il Coaches Training Institute/Augere Foundation di Barcellona. Opera da anni come psicologa, psicoterapeuta e Coach Professionista privatamente e presso importanti Aziende Commerciali e Sanitarie. Approdata alla psicologia del lavoro, ha realizzato in collaborazione alla società Euronorma  un protocollo di valutazione (protocollo Eur&Ka) per la valutazione del rischio da Stress Lavoro Correlato (attualmente usato in tutta Italia e in alcuni Paesi dell’Unione Europea). E’ esperta di strategie di Formazione Esperienziale e Teatro d’Impresa. Appassionata di Sport e in particolare di podismo, nuoto e ciclismo, specializzata in Sport Coaching. Da anni è relatrice a numerosi convegni sulla valutazione e gestione dello Stress attraverso lo sviluppo delle Life Skills. Spesso viene chiamata come commentatrice Sportiva e Mental Coach  in programmi televisivi.

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Emanuela Papa - Psicologa, Psicoterapeuta e Coach Professionista